• Stanislao Zama

La dieta può andare in vacanza?

Aggiornato il: 11 ago 2020

Dopo mesi di lockdown, di smartworking e di studio, sono arrivate le tanto attese vacanze. Ma vacanza è sinonimo anche di stacco totale dalla routine alimentare?


Partiamo dalla considerazione, fondamentale, che “dieta” non è una parolaccia, ma significa semplicemente “stile di vita” e indica qualcosa che è parte integrante della nostra vita, come lo è andare a scuola, fare attività fisica, uscire il sabato sera con gli amici. È una cosa che inseriamo noi nella nostra vita perché ci fa stare bene, ci piace: non è mangiare riso-pollo-broccoli 7 giorni su 7, ma trasformare degli ingredienti sani e genuini in piatti completi ed equilibrati, senza eliminare mai nessun alimento, ma semplicemente inserendolo quando opportuno e nelle giuste quantità.


Allora perché qualcosa che ci fa stare bene e che abbiamo scelto noi di seguire dovrebbe andare in vacanza?


Certo, quando siamo in un posto nuovo, magari in una regione d’Italia in cui non siamo mai stati o all’estero, ci piacerebbe provare qualcosa di tipico. Ma, come detto prima, nessun alimento è cattivo e deve essere eliminato, quindi possiamo benissimo approfittare di questa occasione per assaggiare un cannolo siciliano, del fish&chips inglese o dei canederli tirolesi.


È importante affrontare le vacanze con la giusta serenità e mentalità. È giusto distaccarsi dalla routine invernale dove si fanno i soliti 5 pasti a casa e magari si mangiano sempre le stesse cose, è giusto andare al mare senza la bilancia per pesare la pasta, è giusto ascoltare ancora più del solito il proprio senso di fame.

Poi dipende dal tipo di vacanza: se dopo un trail in montagna di 10 km ci sentiamo particolarmente stanchi e affamati, è normale e corretto fare un pasto un po’ più abbondante del solito; se siamo al mare e l’unica attività che abbiamo fatto è stato tenere la penna per completare il cruciverba o rigirarsi sul lettino per abbronzarsi in modo uniforme, allora si può anche non fare lo spuntino, se non ci si sente particolarmente affamati. Non deve essere però una scusa per mangiare di più a cena “perché non ho fatto merenda”.


Anzi, possiamo approfittare di questi momenti di relax per ascoltare maggiormente il nostro corpo e i segnali che ci manda, per capire quando siamo realmente affamati (e quando invece siamo solo annoiati), e quando siamo sazi. “Davvero ho voglia di prendere il dolce al ristorante dell’hotel anche questa sera? In fondo l’ho preso anche ieri, e poi il tiramisu che c’è oggi non è che mi piaccia molto”. Se non ti va davvero e sei sazio, puoi anche non prendere il dolce, tanto domani avrai un’altra occasione per prenderlo!


Oppure “Mi sembra di avere mangiato tanto oggi, però cavoli, vorrei tanto assaggiare un babà napoletano in quel bar che ho visto prima…” E quando ti ricapita di mangiare un babà fatto per bene a Napoli? Quando ti ricapita di provare una English Breakfast completa, una buona paella di pesce, una bella mozzarella pugliese fresca?


Questo non vuol dire abbuffarsi tutto il giorno, ma integrare nella propria alimentazione qualche sfizio in più che normalmente non ci sarebbe, anche per dare un po’ di tregua psicologica alla tua mente! Quindi sì a un gelato in più, no al gelato tutti i giorni se c’è la mentalità del “tanto sono in vacanza” “tanto ormai ho fatto 30, facciamo 31!”. Sì alla brioche in hotel, no al “ora che sono qui ne devo approfittare per mangiare di tutto e di più”.



Ecco qualche esempio pratico da portarsi a casa:


1. Sei in hotel/vai al ristorante per la maggior parte dei tuoi pasti.

In questo caso avrai sicuramente molte scelte sul menu. Valuta bene quello che c’è e chiediti se hai davvero voglia di quello che stai ordinando, se quella cosa potresti preparartela anche a casa quindi puoi farne a meno, sei hai tanta fame (e perché ne hai così tanta), quanto hai mangiato nella giornata. Ad esempio potresti magari puntare su un primo piatto e delle verdure a pranzo, e prendere un secondo piatto, delle patate e delle verdure a cena; oppure tenerti più leggero a pranzo e fare un pasto più abbondante a cena.

E per colazione? La colazione è la parte preferita di tutti quelli che stanno in albergo, ma in questo caso la risposta è semplice: starai in questo hotel per un po’ di notti? Allora non c’è bisogno di mettersi nel piatto 2 brioche, 4 biscotti, 3 fette di pane con la marmellata e la nutella, 6 fette di salame e 2 sottilette, 1 cappuccino, 1 succo di frutta e 4 fette di cocomero, come se ti stessi preparando ad una carestia. Il cibo c’è, è lì e nessuno lo ruba! Fai una colazione sensata senza rimpinzarti, e quello che non hai provato oggi lo proverai domani.


2. Hai una casa e puoi gestire da solo/a i tuoi pasti.

In questo caso puoi tranquillamente mangiare come fai di solito, concedendoti qualche pasto fuori casa, un paio di gelati o qualcosa che di solito non mangi a casa. È molto facile, con la casa e una cucina a disposizione, prepararsi anche qualcosa da portare in giro: un panino con un affettato e dell’insalata, riso o pasta fredda con tonno o pomodorini, un’insalata con friselle o crostini di pane, salmone/pollo, semi e zucchine.


3. Gli spuntini.

Gli spuntini sono molto utili se fatti con intelligenza: non sono obbligatori, ma possono servire per arrivare al pasto principale un po’ meno affamati ed evitare così di mangiare anche il tavolo. Oppure sono utili per integrare qualcosa che non riesci a mangiare durante la giornata: ad esempio, se non ti va la frutta a fine pasto perché sei pieno/a o perché preferisci un dolcetto, puoi mangiarla come spuntino! Tra l’altro una pesca, un paio di albicocche, qualche prugna, sono molto comodi da portare in spiaggia ma anche in montagna, e aiutano a reintegrare l’acqua e i sali minerali persi durante la giornata!

O, ancora, un gelato può diventare uno spuntino, così da non doverlo prendere per forza dopo cena quando magari si ha già mangiato tanto.


4. Gelato per pranzo?

Spesso, nella speranza di mantenersi leggeri, si decide di prendersi un bel gelatone da 4 gusti al posto di un piatto di pasta. Beh, il gelato, come la pasta, ha dei carboidrati che però non sono complessi (quindi sazianti), ma semplici, quindi vengono subito digeriti causando un picco di zuccheri nel sangue subito dopo averlo mangiato. Questo picco rimane tale per poco tempo, scendendo in fretta e causando un “craving” (ovvero delle voglie) di altri zuccheri. Inoltre il gelato ha un potere saziante pari a 0, perché in poco volume ci sono tante calorie (quindi non ce ne accorgiamo, ma per dire “sono sazio” dopo un gelato, ne dobbiamo mangiare davvero tanto), e non ha fibre, che sono fondamentali per raggiungere un buon grado di sazietà e mantenerlo a lungo. Finiamo così per mangiare qualcos’altro verso le 3 del pomeriggio per la troppa fame. Tanto vale mangiarlo per merenda, magari scegliendo un gusto in meno (tanto abbiamo tutta l’estate per provare tutti i gusti della gelateria.)


5. Frutta per pranzo?

Stesso discorso del gelato. Anche la frutta ha degli zuccheri semplici (ma ha anche tante altre proprietà che la differenziano dal gelato!), quindi magari ne mangiamo tanta perché ci piace, rinfresca e ha poche calorie (quindi non c’è il fenomeno del senso di colpa), ma poi ci ritroviamo gonfi e affamati dopo poche ore, perché anche qui c’è stato un picco di zuccheri e nel giro di poco tempo causa un’ipoglicemia (bassi livelli di zuccheri nel sangue)

Quindi si a prosciutto e melone, ma abbinandoci anche del pane, no a metà cocomero o a insalate di sola frutta al posto di un intero pasto!

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